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OBRAZ Posts

“Felix Picherna. Walking Tango in Moscow” – un documentario

“Felix Picherna. Walking Tango in Moscow” un documentario per scoprire Felix Picherna, ora in vendita in DVD su amazon.

DVD Felix Picherna Walking Tango in Moscow

Il documentario “Felix Picherna. Walking Tango in Moscow” è stato girato nel 2006 in occasione del Tango Festival di Mosca a cui Felix Picherna aveva partecipato come musicalizador. Il materiale venne da me montato e trasformato in un documentario che ritrae la passione e la grande cultura di tango del leggendario Felix Picherna.

Nel documentario si vuole scorgere la vita semplice, vagabonda di un grande cultore del tango. Le riprese, per lo più improvvisate per l’occasione, lo ritraggono nei suoi momenti di preparazione, di vestizione, di scoperta di un nuovo mondo, la Russia, che da tempo aveva fatto proprio il tango.

Ritengo che il lavoro sia solo una bozza dell’idea che mi aveva ispirato e che avrei voluto realizzare, ovvero il lavoro più completo doveva documentare Felix in giro per l’Europa. A causa dei costi troppo alti, tentai di trasformare il materiale di appunti in una opera più compiuta.

“Poesie dal tango remoto – Poesie sul cinema” con il selfpublishing

Poesie dal tango remoto - poesie sul cinemaDopo un lunga attesa pubblico una raccolta di mie poesie “Poesie dal Tango remoto – Poesie sul cinema” che si potrà comprare qui online, sia nella sua versione cartacea che digitale.

Per la pubblicazione ho usato il metodo del selfpublishing. Ci sono varie piattaforme di selfpublishing che possono essere usate, io ho optato per quella che mi sembrava dare maggiori garanzie di visibilità.

Vorrei spendere alcune parole sul selfpublishing perché merita una riflessione. Ho letto molti articoli in rete che ne esageravano la portata come altri che ne sminuivano l’utilità. Credo che la verità sia nel mezzo. Il selfpublishing ha molti problemi quali quello della mancanza di una direzione editoriale che curi e lanci il testo secondo una idea, un progetto culturale. Il fatto che tutti possano, non significa che tutti debbano.

L’apertura di mercato di cui ci si rallegra è in realtà espressione della sua ulteriore chiusura, un prender fiato per girare ancor di più la vite repressiva. Essa è  la possibilità dei grandi distributori di aumentare i propri profitti anche su piccole vendite moltiplicate per grandi numeri. Il selfpublishing paradossalmente aiuta la centralizzazione e concentrazione del sistema monopolistico della cultura.

Dal bello al realismo – la parola a Černyševskij

E’ il bello oggettivo o soggettivo? Che rapporto tra arte e realtà? Alcune brevi considerazioni sul realismo del giovane Černyševskij.

Autore russo Nikolay Černyševskij, esteta, teorico, scrittore, democratico russoNel 1855 l’esteta russo, autore del famoso romanzo “Che fare?”, teorico dell’arte, nonché scrittore apertamente democratico rivoluzionario, Nikolaij Černyševskij, introdusse le sue idee sul realismo partendo dalla domanda sull’arte e sul bello. Si chiese Černyševskij in una breve introduzione dal titolo “Rapporti estetici fra arte e realtà” cosa spingesse l’uomo all’immagine (obraz). Per questo riteniamo importante presentare tali riflessioni vicine alle posizioni che animano il presente blog.

“La carenza di una situazione soddisfacente nella realtà è la fonte della vita nella fantasia”. La spinta materiale che l’uomo riceve per via dell’insoddisfazione della realtà permette l’aprirsi di un mondo traslato dal mondo reale, interamente sulla base del desiderio insoddisfatto. Questa forza immaginifica propria dell’uomo diviene comunemente chiamata fantasia. Fantasia che però distingue il tentativo di soddisfazione dei “bisogni autentici della natura umana, che cercano e hanno il diritto di trovare soddisfacimento nella vita reale, dai bisogni fittizi, immaginari che rimangono e devono rimanere sogni oziosi”.

Educazione finanziaria nella scuola. Non basta dire di no.

Educazione FinanziariaNella riforma educativa spagnola, riporta un articolo del Fatto Quotidiano, è stata proposta l’abolizione dell’insegnamento della Filosofia con l’introduzione dell’ Educazione Finanziaria. Lo sappiamo: la solitaria lotta per una scuola gratuita e accessibile a tutti i fanciulli non è mai stata sufficiente.

 

Educazione Finanziaria? Già nel 1848 Marx ed Engels scrivevano sulle pagine del Manifesto del Partito Comunista che uno degli obbiettivi necessari da raggiungere per un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, almeno nei paesi avanzati, era l’educazione “pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Abolizione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale. Unificazione dell’educazione e della produzione materiale ecc.” Questo ultimo punto, il decimo, seguiva però nel programma il primo di tutti: “Espropriazione della proprietà fondiaria e impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato”.

Birdman o il volo mancato. E la critica cosa dice?

Birdman. Film vincitore agli oscar 2015, gode di ottima critica sui siti italiani, buoni incassi, ma qualcosa non convince.

 

 

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E’ la storia di una celebrità di Hollywood (Michael Keaton) che, ad un certo punto della sua vita, dopo numerosi successi planetari, botteghini da film Blockbuster, decide di voler realizzare il grande sogno dimenticato: dimostrare a se stesso di essere un semplice bravo attore. Una pièce teatrale a Broadway, realizzata con le sue ultime risorse finanziarie, sarà la possibilità di riscattarsi davanti agli occhi di tutti, ma soprattutto davanti ai propri.

Chi è Birdman? Birdman è il personaggio che lo ha portato al successo, eroe hollywoodiano, lanciato alto nei cieli per mantenere basso l’orizzonte culturale del pubblico americano e del mondo. Birdman è la maschera di cui liberarsi per ridisegnare i propri connotati, quelli più modesti, di vero uomo in carne e ossa; ma anche quelli di bravo padre per una figlia divenuta consumatrice di droghe a causa di mancanze e incuria; di adorabile marito per una moglie che ha donato invano amore ricevendo in cambio insulti e tradimenti; e non per ultimo, i connotati umani di vero attore capace di dominare il palcoscenico, da sempre il vero banco di prova.

Arte dello scrivere. La SEO e R. L. Stevenson

L’ arte dello scrivere. Alcune riflessioni su visibilità, scrittura e SEO a partire dal saggio di R.L.Stevenson “On Style in Literature: Its Technical Elements” del 1884 (Da trad. Attilio Brilli, Ed. Mondadori 2006).

 

Da tempo il nostro sistema produttivo non ci spinge più a migliorare il prodotto del nostro lavoro, sia esso intellettuale che materiale. Invece di esser invogliati alla bellezza e alla perfezione, a cui la nostra natura ci richiama, siamo oggi spinti invece da quel goffo e spietato concetto di ottimizzazione dietro cui si nasconde la vera motivazione del nostro agire, il profitto. Non ha importanza se il profitto produca del bello o del brutto. Il profitto è profitto, costi quel che costi, al diavolo l’umanità.

Questa intrinseca, invisibile e subdola forza moderna che si è intrufolata pienamente nel corso dei due secoli passati nell’atto della creazione, ha reso oggi arida tutta la produzione. Invece della bellezza, la mediocrità aleggia intorno a noi come il fumo dei cannoni in una guerra persa. Ne siamo prodotti e produttori, involontariamente. E dato che abbiamo dimenticato il sentimento del bello, non ci dobbiamo stupire se, di fronte alla decadenza morale che accompagna la nostra società, di fronte alla decadenza dei prodotti che la rigenerano, ci chiediamo dove brilli in noi ancora l’ingegno.

E qui non si tratta di una polemica contro il progresso e la tecnologia, ma contro il sistema economico che rafforza la coercizione disumanizzante al solo fine del profitto. Di progresso siamo fatti e di tecnologia abbiamo bisogno per migliorare uno degli aspetti della condizione umana. Senza volerci intrufolare in un tema di così largo respiro, sarà utile giusto gettare uno sguardo nel passato, quando lo sforzo umano era volto a creare il bello. Ancora estasiato da tale esperienza, l’uomo ne ricercava le leggi, si interrogava su di essa. Come l’ossigeno inspirato dopo una lunga apnea, il bello permetteva all’uomo di ritrovare il senso della propria esistenza nel mare della monotonia quotidiana.

Tango Tehran, e il nuovo mondo

Tango Tehran è la prima storia d’amore tra un poliziotto di New York e una ragazza iraniana sullo sfondo della cultura del tango ambientato a New York e a Tehran.

 

Tango Tehran Ermanno Felli

Tango Tehran è il mio primo romanzo. Devo ringraziare per prima cosa Thomas Schmidt, un caro amico tedesco. Fu lui, involontariamente, a suggerirmi l’idea chiedendomi se ero disponibile a lavorare ad un documentario che raccontasse l’assurdità della censura sul tango a Tehran. L’idea mi piacque. Il tango, dopo circa un secolo, era  ritornato ad essere clandestino. In quel tempo, era il 2012, vivevo a Berlino ed ero alla ricerca di soggetti. Lasciai passare qualche giorno ma, senza che lo volessi, mi venne in mente un finale che sentivo funzionare e che non si prestava ad essere per un documentario. Era una immagine forte che non mi dava tregua. Vedevo e rivedevo quel finale e sentivo in esso tutta la potenzialità. Era un classico finale di una felice storia d’amore. Lo stesso che è presente ora nel libro.

Tango e Primavera

Non siamo ancora ai lieti calori primaverili, eppure le nostre notti di tango ci hanno permesso di attraversare l’inverno, il suo buio e il suo freddo. Il tempo fuori la milonga sembra sempre non esistere. La milonga è una festa che batte con cadenza periodica un ritmo eterno. E’ il ritmo dell’incontro tra conosciuti e sconosciuti. In queste feste si ripetono musiche di orchestre ormai lontane: tante le melodie, tutte diverse l’una dall’altra. E in ogni canzone variazioni, così tante, infinite, che la musica non invecchia mai. 

Milongue e popolari! La forza della logica

Accanto alle classiche e sempre cangianti offerte delle milongue romane, è nato da un pò di tempo l’offerta da parte di molti gestori delle “milongue popolari”. E così dato il successo e l’attenzione che ha suscitato tale fenomeno è forse necessario spendere due parole, tanto per ragionarci su, senza facili entusiasmi.
Posta così “milonga popolare” sembra essere una specie di tautologia, un pleonasmo fastidioso, come dire una “milonga milonga”.