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Tag: USA

Birdman o il volo mancato. E la critica cosa dice?

Birdman. Film vincitore agli oscar 2015, gode di ottima critica sui siti italiani, buoni incassi, ma qualcosa non convince.

 

 

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E’ la storia di una celebrità di Hollywood (Michael Keaton) che, ad un certo punto della sua vita, dopo numerosi successi planetari, botteghini da film Blockbuster, decide di voler realizzare il grande sogno dimenticato: dimostrare a se stesso di essere un semplice bravo attore. Una pièce teatrale a Broadway, realizzata con le sue ultime risorse finanziarie, sarà la possibilità di riscattarsi davanti agli occhi di tutti, ma soprattutto davanti ai propri.

Chi è Birdman? Birdman è il personaggio che lo ha portato al successo, eroe hollywoodiano, lanciato alto nei cieli per mantenere basso l’orizzonte culturale del pubblico americano e del mondo. Birdman è la maschera di cui liberarsi per ridisegnare i propri connotati, quelli più modesti, di vero uomo in carne e ossa; ma anche quelli di bravo padre per una figlia divenuta consumatrice di droghe a causa di mancanze e incuria; di adorabile marito per una moglie che ha donato invano amore ricevendo in cambio insulti e tradimenti; e non per ultimo, i connotati umani di vero attore capace di dominare il palcoscenico, da sempre il vero banco di prova.

Tango Tehran, e il nuovo mondo

Tango Tehran è la prima storia d’amore tra un poliziotto di New York e una ragazza iraniana sullo sfondo della cultura del tango ambientato a New York e a Tehran.

 

Tango Tehran Ermanno Felli

Tango Tehran è il mio primo romanzo. Devo ringraziare per prima cosa Thomas Schmidt, un caro amico tedesco. Fu lui, involontariamente, a suggerirmi l’idea chiedendomi se ero disponibile a lavorare ad un documentario che raccontasse l’assurdità della censura sul tango a Tehran. L’idea mi piacque. Il tango, dopo circa un secolo, era  ritornato ad essere clandestino. In quel tempo, era il 2012, vivevo a Berlino ed ero alla ricerca di soggetti. Lasciai passare qualche giorno ma, senza che lo volessi, mi venne in mente un finale che sentivo funzionare e che non si prestava ad essere per un documentario. Era una immagine forte che non mi dava tregua. Vedevo e rivedevo quel finale e sentivo in esso tutta la potenzialità. Era un classico finale di una felice storia d’amore. Lo stesso che è presente ora nel libro.